Le chiese

Satriano, posto su una grande altura prospiciente il mare, come tutti gli altri paesi che subirono le invasioni, ebbe anche influenza di carattere architettonico religioso, ma tutte le opere sono andate distrutte.
Tra il V e l’VIII secolo, si ebbe in calabria il flusso dei monaci di S.Basilio, i quali, fuggiti dal medio oriente, fondarono in mezzo a noi i loro eremi o cenobi, contribuendo molto all’elevazione religiosa ma anche culturale e civile delle nostre popolazioni.
per opera dei monaci basiliani nacque nelle vicinanze di Satriano, sulla sponda sinistra del fiume Cecino, il primo cenobio dedicato a S.Angelo.
Un secondo cenobio, il cui edificio semidistrutto esiste ancora, sorse nella vicina località della pietà. i monaci, oltre a vivere una vita contemplativa, lavoravano la terra e da essa traevano, ogni benessere, invogliando anche i laici alla preghiera e al lavoro. quando poi, sul finire del decimo secolo, le escursioni dei saraceni divennero più frequenti e terribili, i monaci di S.Basilio in preda allo sgomento lasciarono il cenobio di s.angelo e si rifugiarono sulle montagne di Satriano. qui vi fondarono un nuovo eremo dedicato a S.Antonio. In Satriano fiorirono tre ordini religiosi: carmelitano, domenicano e francescano. i primi due furono soppressi per una bolla pontificia d’innocenzo x nel 1644 mentre l’ultimo si estinse nel 1815. Il monastero del carmine o dei carmelitani con l’annessa chiesa dedicata alla SS.Triade, oggi scorrettamente S.Ttrada si trovava verso sud del monte cecino o castello, dove c’è il terreno chiamato Carmine. verso est immediatamente sotto il monte castello sorgeva convento e chiesa di S.Domenico e Rosario. tanto per il convento del carmine quanto per quello di S.Domenico, la soppressione avvenne per la bolla di Innocenzo X nel 1644. Ma per questa di S.Domenico rimase ricca una cappella delle anime del purgatorio la quale si mantenne dopo la soppressione del convento in una porzione di chiesa restaurata ed abbellita nel 1680 ma poi rovinata dai terremoti del 1783, così finì questo convento anche perché i beni passarono in mano del governo. Dopo la soppressione del convento rimase la sola cappella del purgatorio. c’era un magnifico altare di finissimo marmo con grande quadro murale della Madonna della Pietà con Gesù tra le braccia deposto dalla croce. Dopo le rovine dei terremoti del 1783 tanto l’altare quanto il grande quadro con le anime del purgatorio ai piedi della Madonna addolorata furono trasportati alla chiesa matrice, dove l’altare di marmo fece l’altare maggiore ed il quadro adornò l’altare delle anime del purgatorio, di nuovo eretto nella stessa chiesa matrice. I beni della cappella del purgatorio, furono compresi nel piano dei luoghi del marchese Fuscaldo Regio, commissario di quel tempo. I beni del convento furono, sotto Ferdinando II di Borbone, tolti al patrimonio regolare ed assegnati all’arciprete curato di Cardinale. In satriano sorgevano dodici chiese: Chiesa delle Grazie, Chiesa di S.Domenico, Chiesa di S.Giovanni Battista, Chiesa della SS.Triade, Chiesa o meglio oratorio pubblico baronale, Chiesa di Gesù Maria e Monte Betrò,Chiesa dello Spirito Santo, Chiesa parrocchiale o parrocchia di S.Agata, Chiesa di S.Nicola vescovo di Bari, Chiesa e romitorio della misericordia, Chiesa della Concezione e convento dei minori riformati, Chiesa di Santa Maria d’Altavilla. Alcuni parlano di una tredicesima chiesa cioè dodice chiese oltre la chiesa matrice, ossia quella di S.Onofrio Romito. Chiesa beneficiale della celebre famiglia dei Tozzi, dove c’era un gran quadro di S.Onofrio di celebre pennello uguale a quello che si trova alla sua cappella nel convento di Centrache dove è il protettore.
Chiesa delle Grazie, dove si rinvennero le sacre relique del protettore di satriano S. Teodoro e dove erano conservati una croce in rame argentato e dorato sec. XVII, uno stipo e il coro in noce intagliato, opere di maestranze calabresi del seicento.
Chiesa di S. Domenico con convento, ossia Chiesa del Rosario, dove c’era un magnifico quadro murale dela scuola di Raffaello. In questa chiesa c’era una grande cappella della Madonna della pietà con Cristo deposto dalla croce ed ai piedi le anime del purgatorio con l’angelo dei suffragi a destra. Nel 1680 cadde il convento soppresso. Il gran quadro della madonna della pietà col purgatorio passò alla chiesa matrice come pure il quadro murale della scuola di Raffaello rappresentante i quindici misteri.
Chiesa di S. Giovanni Battista. Sorgeva sotto il castello sul terreno chiamato S. Giovanni.
Chiesa della SS. Triade col convento dei carmelitani. Sull’altare maggiore c’era sul muro un affresco della triade.
Chiesa o meglio oratorio pubblico baronale. Posta sul piazzale dei principi dove c’era un bel quadro di S. Maria d’Altavilla col bambino sostenuto sulla sinistra che scende sulle nubi, come era la statua della chiesa matrice.
Chiesa di Gesù Maria e monte Betrò. Chiesa dove sotto il solo nome unito di gesù maria si conteggiavano le doti maritali delle povere giovanette. sulle rovine e fondamenta di questa chiesa, verso il rione puccio, fu fatto un palazzo.
Chiesa dello Spirito Santo. In questa chiesa c’era un magnifico quadro del cenacolo, dove maria e gli apostoli erano congregati in preghiera per attendere lo spirito santo. esso andò perduto.
Chiesa parrocchiale o parrocchia di S. Agata. sorgeva nella parte inferiore del paese e fra tutti gli abitanti fu una gara nel meglio arricchire questa parrocchia che già esisteva, perché antichissima, come la chiesa di s.agata vergine martire.
Chiesa di S. Nicola di Bari. Chiesa succursale ma forse più antica di quella parrocchiale di S. Agata. Cadde perché molto vecchia e mai restaurata.
Chiesa e Romitorio della Misericordia. Era una chiesa assai più antica di quella di S. Agata e S. Nicola che serviva al culto di Dio per le abitazioni sotto Satriano. Di quella Satriano più vicina al mare, esisteva già nel 1807 e fu seppellito un ammazzato.
Chiesa della Concezione e Convento dei Minori Riformati. Furono fondati nel 1611 da Ettore Ravaschieri Fieschi dei principi di Satriano alla estremità del paese. In seguito al terremoto del 783 furono soppressi nel 1808 dall’occupazione francese. Si restaurarono nel 1811 ma inutilmente. In questa chiesa vi era un gruppo ligneo raffigurante l’Immacolata con S. Francesco e S. Antonio di datazione sette ottocentesca. Successivamente fu comunemente chiamata Chiesa dell’Immacolata o delle suore, perché annessa all’asilo infantile. Da qualche anno è chiusa, poiché e stata dichiarata pericolante.
Chiesa di Santa Maria d’Altavilla. Non si conosce bene l’anno in cui la chiesa sia stata realizzata, ma è sicuro che sia stata costruita nel periodo greco bizantino, in quanto rispecchia le caratteristiche dei monumenti eretti durante impero, fra il 1324 e il 1453, e lo dimostra anche il frontespizio di piperni intagliati che guarda ad occidente come tutte le chiese di rito greco. In seguito ai danni subiti nelle guerre succedutesi nei secoli, la chiesa è stata ristrutturata, purtroppo il suo aspetto ne fu alterato. Originariamente la chiesa aveva due cupole poste in cima alla facciata principale, andata distrutta dopo un terribile terremoto intorno al 1930. La chiesa all’interno è costituita da tre navate, due laterali con volta a crociera e una centrale più grande con volta a botta lunettante. Imuri laterali delle navate sono animate da nicchie in cui sono poste statue di santi. Le nicchie sono completate da piccoli altari in marmo. I sostegni interni consistono in tre pilastri a base rettangolare e la soffittatura è in legno a riquadri con rosoni centrali. All’interno la decorazione è costituita dal cornicione posto sotto le finestre del cleristorio sostenuto da capitelli corinzi a foglie di acanto. Sul retro dell’altare posto in fondo alla navata centrale è stato creato il passaggio della sacrestia in comunicazione con i locali al servizio della chiesa. la chiesa matrice fu eretta durante la dominazione bizantina, e quando avvenne la riconsacrazione della stessa al rito latino, il conte Ruggero di Altavilla, che aveva una particolare predilezione per Satriano volle intervenire di persona e la chiesa prese in suo onore, il titolo di Santa Maria d’Altavilla. La chiesa di Satriano fu oggetto, in quell’epoca, di una speciale devozione ed assurse a così grande fama che solo quella di S. Maria del bosco o della torre eretta da S. Bruno, riusciva più tardi ad oscurare. Negli anni ottanta è stata parzialmente restaurata, oggi è l’unica chiesa aperta e funzionante nel centro storico. I principi di Satriano, e con loro le numerose famiglie della nobiltà, possedevano almeno due cappelle, una privata nei loro magnifici palazzi ed una nelle chiese dove venivano seppelliti. Nel periodo rinascimentale, le chiese venivano abbellite con splendide tele ed affreschi. A dire del Sanfile nella Chiesa dei domenicani vi era un grande stupendo quadro murale della scuola di Raffaello: questo famoso dipinto, rappresentante i quindici misteri, fu trasferito, dopo la soppressione dell’ordine, nella chiesa di S. Maria di Altavilla. Qui c’era un altro quadro celebre la Madonna della pietà del famoso Mattia Preti di Taverna; un magnifico quadro si trovava pure nella Chiesa dello Spirito Santo: quadro di antico pennello che raffigurava il cenacolo dove Maria e gli apostoli erano ad attendere in orazione il Cristo risorto; ancora nella chiesa matrice c’era il bellissimo quadro del rosario. Purtroppo a causa, forse, della insensibilità o, peggio, della incuria degli uomini queste opere non esistono più. Nel 1998, infine, nella frazione Laganosa, a Satriano Marina, è stata ultimata e quindi aperta al culto la Chiesa di S. Maria della pace.